I lavoratori devono essere tutelati. Con questo pensiero fermo e volitivo il dibattito nazionale sulla sicurezza dei luoghi di lavoro viene mosso verso una maggiore attenzione legislativa e civile.
La tensione sociale che ha fatto seguito ai numerosi bollettini delle cosiddette morti bianche sul lavoro forniti dall’INAIL e ai gravi incidenti durante i quali si sono registrate terribili perdite umane, come l’indimenticato rogo nell’acciaieria torinese ThyssenKrupp nel dicembre 2007, ha scosso l’opinione pubblica e le coscienze dei politici che hanno promosso un nuovo tentativo di contenimento dei rischi.
Il Nuovo Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs 81/08) ha ormai superato la vecchia legge 626 (D.Lgs 626/94) dal maggio scorso, estendendo e rafforzando gli obblighi per le aziende e inasprendo la severità delle sanzioni previste per chi non si adeguerà alle richieste.
L’opinione pubblica e il legislatore hanno fatto la loro parte reagendo alle necessità incombenti e alle forti richieste dei cittadini per garantire condizioni di lavoro più idonee e sicure per tutti, ora tocca alle aziende, e agli imprenditori in particolare, chiudere la catena, adattandosi alle normative.
In una società civile e spesso illuminata, qual è il Trentino, la sicurezza non è una piaga collettiva ma sporadica e la ragione per cui le aziende non si adeguano in maniera tempestiva è riconducibile alla mancanza di informazione precisa e completa dei datori di lavoro.
L’importanza di appartenere ad una associazione di categoria consiste proprio nella possibilità di ricevere le informazioni più utili alla crescita dell’imprenditoria e all’aggiornamento, per non trovarsi impreparati di fronte alle novità legislative e sindacali.
L’Unione Artigiani del Trentino sta in questi giorni promuovendo una campagna per ricordare ai propri aderenti la possibilità di appoggiarsi all’associazione per frequentare i corsi di responsabile per la sicurezza, antincendio, primo soccorso, per produrre la valutazione del rischio e per avere un servizio di assistenza e consulenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Per la UAT, è molto importante che l’informazione arrivi alle aziende con i tempi opportuni in maniera tale che si possano mobilitare e conformare alla normativa entro i termini.
Un primo sollecito ha reso disponibile la segreteria della associazione per richieste di approfondimento ed effettivamente numerose sono state le reazioni da parte degli associati che hanno voluto affrontare la tematica, sulla quale hanno ammesso di trovarsi impreparati.
La campagna prosegue e l’ambizione è quella di sottrarre gli associati UAT dal rischio di possibili sanzioni in seguito a verifiche ispettive.
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