Nel piazzale dell’Università, in via Roma a Rovereto, dal 10 al 12 maggio
Anche l’Associazione panificatori della provincia di Trento parteciperà all’edizione 2013 di Artingegna, la rassegna ...
Nel piazzale dell’Università, in via Roma a Rovereto, dal 10 al 12 maggio
Anche l’Associazione panificatori della provincia di Trento parteciperà all’edizione 2013 di Artingegna, la rassegna ...
L’arte della panificazione nella Provincia di Trento è un’attività radicata sul territorio, con una storia millenarie che regolamentava la produzione con disposizioni raccolte negli antichi statuti di Trento che risalgono all’anno 1183.
Nel corso dei millenni questo importante prodotto della cultura alimentare trentina si è continuamente modificato, riflettendo le usanze dei luoghi e delle zone periferiche in cui veniva prodotto e consumato, entrando a pieno titolo a far parte della cultura e tradizione popolare e rurale delle nostre caratteristiche vallate.
I fornai trentini venivano chiamati pistori e il panificio chiamato “pistorìa”. I latini stessi chiamavano pistor il fornaio. Nel capitolo 131 del Libro II° De’ Sindici, dello Statuto di Trento del 1714, veniva riportato che: “tutti i pistori dovevano produrre il pane ben cotto e portarlo a compimento nel miglior modo possibile”.
Non tutti però godevano del riconoscimento ufficiale, concesso dalle autorità del tempo, però lavoravano e producevano ugualmente. Questi però, non avendo titolo per svolgere il mestiere, erano chiamati pancogoli.
In Trentino esiste una singolare usanza per l’acquisto del pane, poiché è tradizione comprarlo a pezzo e non a peso, come nelle altre regioni d’Italia. Questa abitudine deriva da una stravagante e storica dispoizione, riportata negli storici libri, che imponeva : “il pane doveva essere venduto sempre allo stesso prezzo, anche nei periodi di carestia o inflazione”. Ciò comportava che, se cambiava il prezzo della materia prima, ossia il frumento, il pane doveva essere confezionato in forme più piccole, così da poter vendere il pane a pezzo e non a peso.
Oggi le tecniche e gli strumenti di lavorazione si sono sviluppati però il pane fresco prodotto dai panificatori trentini non ha mai smesso di essere frutto del consueto e tradizionale lavoro manuale.
Approvata la proposta di conferimento del titolo di Maestro Artigiano Panificatore. La scadenza delle domande è tassativamente entro il 29 giugno 2012